Rimedi Omeopatici
September 1st, 2008La differenza sostanziale, al punto che da una soluzione diluita senza essere dinamizzata forser non si ottiene alcun rimedio omeopatico, ma solo una diluizione terapeuticamente inefficace o scarsamente efficace.
Dato che il rimedio omeopatico è essenzialmente uno stimolo energetico, dato che l'energia è relativamente influenzata dalla quantità del substrato che la veicola e dato che l'informazione energetica di anche 1 solo grano viene trasmessa a tutta l'acqua in cui viene sciolto, credo si possa risparmiare anche sul numero di grani che si è soliti somministrare ad ogni somministrazione.Da diversi anni si assiste ad un animato dibattito sulle reali evidenze cliniche di efficacia dei farmaci omeopatici.
I medicinali omeopatici vengono infatti utilizzati da dottori in associazione alle medicine tradizionali.
Sì, tutti i preparati omeopatici hanno una scadenza stampata sulla confezione.Quindi, se prima avevamo un rimedio alla 30ch, ora lo avremo alla 31ch.
Francia), nonostante la validità del metodo non sia stata ancora verificata, molti rimedi omeopatici sono entrati a far parte del prontuario nazionale e finanziati dal sistema sanitario pubblico. Se impariamo questo approccio omeopatico, acquisiremo una grande elasticità mentale che era propria di tutti i Maestri dell’Omeopatia i quali, proprio per questo, riuscivano a curare con pochi rimedi. Hannemann dichiarò che solo osservando l'azione dei farmaci sull’organismo è possibile usarli in maniera razionale e che tale metodo è l'unico modo di osservare direttamente le azioni specifiche dei rimedi. In questo modo si ottiene un rimedio omeopatico esattamente uguale a quello che si sarebbe acquistato in farmacia. Gran Bretagna il servizio sanitario ha tuttavia inizato a cancellare i rimedi omeopatici dal proprio prontuario.Oggi l'omeopatia impiega circa 5000 rimedi, di cui 150 usati comunemente.
Maestri di Omeopatia fossero abilissimi nell’identificare il simillimum partendo da uno o pochi sintomi che alla fine rappresentavano il “Genio” del rimedio o il “Nucleo più profondo” del paziente. Le dosi da utilizzarsi dovevano essere il minimo indispensabile a produrre una indicazione percettibile dell'azione del rimedio, e nulla più, in modo da minimizzare o annullare gli effetti avversi. Infatti, più si diluisce il rimedio, più si perde l'azione locale e più si potenzia la sua azione profonda, un'azione però (quella profonda) che si esplica solo nelle persone sensibili a quel prodotto in rispetto alla legge di similitudine (se c'è una similitudine tra persona e rimedio, il secondo può curare la prima, ma se questa similitudine manca, mancherà anche l'effetto terapeutico).Questa pubblicazione sembra poca cosa, ma è costata un discreto impiego di tempo non solo per la traduzione, ma anche per controllare ogni abbreviazione dei rimedi citati e per la loro sostituzione, in molti casi, con le nuove nomenclature delle abbreviazioni attualmente in vigore.
Hahnemann e per il quale il rimedio appropriato per una determinata malattia è dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella malata.Boger, un noto Maestro dei primi lustri del XX secolo, era proprio quello di poter disporre di un Repertorio Clinico molto sintetico che raggruppasse i nuclei clinici organici essenziali dei principali rimedi omeopatici.
Hahnemann cercò di elaborare un metodo terapeutico che desse al Medico la possibilità di aumentare l'energia vitale dell'organismo (quella forza, cioè, che è capace di agire in una certa persona e di fargli affrontare una qualsiasi condizione sfavorevole nel modo migliore possibile esclusivamente per lei) tenendo conto di tutte le minime distinzioni fra i Pazienti e fra i rimedi (unico modo per personalizzare la terapia). A ciò va aggiunto che l'approccio individualizzato caratteristico dell'omeopatia classica non é facilmente valutabile con lo strumento del classico trial randomizzato controllato, e probabilmente trial disegnati ad hoc per valutare l’effetto di rimedi omeopatici individualizzati potrebbero fornire maggiori evidenze scientifiche. Sono stati identificati i trial clinici placebo-controllati di farmaci omeopatici attraverso un’accurata revisione della letteratura scientifica pubblicata dall’Agosto 1995 al Gennaio 2003. Prima di condurre tale meta-analisi, gli autori avevano ipotizzato che gli effetti positivi osservati nei trial placebo-controllati di farmaci omeopatici potevano essere spiegati da una parte da limiti metodologici e dall’altra da bias di pubblicazione.Sono stati esclusi i trial omeopatici “provings” in cui le molecole erano state somministrate a soggetti sani per valutarne gli effetti farmacologici.
Compito dell'omepata era di riattivare e riordinare la forza vitale individuale, e questa riattivazione è ottenuta attraverso la somministrazione del rimedio che è stato scelto, attraverso un processo scientifico e sistematico, perché coincide, nella sua azione, con il maggior numero possibile di sintomi e segni (legge dei simili).Pertanto, il rimedio omeopatico non va scelto in base alla diagnosi nosologica, ma solo sulla base di uno studio analogico o di similitudine.
Va messo in risalto, infine, che tale meta-analisi ha preso in considerazione soltanto l’efficacia di farmaci omeopatici e convenzionali rispetto al placebo, piuttosto che il globale profilo di rischio-beneficio associato ai vari trattamenti farmacologici. Tutti questi rimedi sono sostanze appartenenti al regno vegetale, minerale o animale.